L'Odontoiatria a Brescia

 

L'Odontoiatria a Brescia
Analisi statistica dal 1981 al 2003

Con il contributo della Ditta "Castellini Dental Division"
 

Prefazione

Caro Socio,

dopo le prime edizioni del 1993 e del 1995 l’ANDI di Brescia ha voluto riproporre, sulla sollecitazione di molti soci, l’analisi statistica della diffusione dell’odontoiatria bresciana sul territorio.
Tale richiesta ci è pervenuta sia da giovani o meno giovani colleghi che si accingevano ad aprire ex novo uno studio, sia da chi avendo più di uno studio in comuni diversi, cercava di capire ove fosse più produttivo far confluire tutte le proprie energie tagliando i rami secchi.
La gestione dello studio dentistico è oggi sempre più manageriale e presuppone il possesso da parte del professionista di caratteristiche, attitudini e soprattutto mezzi – economici e non - sempre più in linea con una conduzione di tipo “aziendale”; solo una parte di questa gestione, il rapporto dell’odontoiatra con il paziente, è rimasta di carattere squisitamente libero professionale.
Aprire e gestire uno studio al giorno d’oggi significa dover sottostare a pastoie ed orpelli burocratici inimmaginabili per i non addetti ai lavori, e solo l’attaccamento a questa professione ci consente di "andare avanti". Per noi "uomini ANDI" tale attaccamento, unito al contributo che cerchiamo di fornire attraverso la nostra Associazione ponendoci come tramite tra il professionista e le istituzioni, è mirato a snellire alcuni passaggi laddove non sia possibile intervenire con una opposizione sindacale rigida.
Statisticamente abbiamo valutato che la sezione ANDI di Brescia ha avuto negli ultimi anni un fortissimo incremento nelle iscrizioni (da 335 a 420 in tre soli anni); questo significa che il dentista sente il bisogno di appartenere ad un gruppo omogeneo nel quale identificarsi, che sappia orientare strategicamente la professione e che gli fornisca quei servizi che possono consentirgli di lavorare più serenamente e di trovarsi “in ordine” in caso di verifica da parte degli organi preposti. Questo studio statistico si prefigge di mettere a confronto l’odontoiatria bresciana dei primi anni ottanta con quella odierna; potrà essere un valido strumento di analisi del territorio per i giovani neolaureati sempre più spesso sottoccupati grazie purtroppo ad un sistema universitario che non riesce a ridurre il numero del proprio “prodotto formativo”: l’odontoiatra. Tale numero risulta essere sbilanciato rispetto al rapporto dentista/popolazione.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità stabilisce come ottimale il rapporto di un dentista ogni 2500 abitanti; a Brescia siamo attestati invece sul rapporto di 1 a 1224 (in città addirittura, uno ogni 725 abitanti), non considerando poi il gran numero di abusivi che tanto danno producono alla popolazione, alla categoria ed all’economia nazionale, operando nella completa illegalità, senza regole, senza adempimenti e senza tassazioni, facendosi beffe dello Stato, della deontologia e della salute del paziente.
L’Associazione è sempre stata e continua ad essere vigile sul fenomeno dell’abusivismo odontoiatrico e proprio questo studio statistico fa notare come in alcuni paesi della provincia sia uguale a zero il numero degli studi dentistici ma vi siano invece diversi laboratori odontotecnici; questo ovviamente non vuole necessariamente significare che in questi laboratori si eserciti l’attività abusiva della professione odontoiatrica.
L'incremento degli studi dentistici negli anni è stato incostante; abbiamo però verificato che mediamente ne chiudono dieci/quindici ogni anno. Per esempio dal 2002 al 2003 siamo passati a Brescia e provincia da 878 a 904 studi con un incremento di 16 unità alle quali però va aggiunto il numero degli studi chiusi: 12. Il dato più impressionante è che siamo passati in 20 anni da 229 a 904 studi; con una crescita minima della popolazione si è quadruplicato il numero degli studi dentistici. Oggi in Italia abbiamo una forte offerta di prestazioni a fronte di una ben più esigua domanda, cosa che potrà portare alla disoccupazione dei nuovi laureati o, addirittura, ad accanimenti terapeutici.
Auguro quindi a tutti oltre che una lettura di questo libro, una proficua consultazione nel momento del bisogno anche per far conoscere la situazione nella quale si trova l’odontoiatria italiana ai dentisti, agli operatori del settore ed ai semplici cittadini visti anche come potenziali studenti e come loro genitori.

IL PRESIDENTE A.N.D.I. DI BRESCIA
Dr. Luigi Cremasco

  

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