PARADENTITE

 

Paradentite
a cura del dott. Massimo Panizza

E’ una malattia infettiva cronica (non contagiosa, un tempo veniva chiamata “piorrea”) caratterizzata da periodi di totale benessere alternati a fasi acute più o meno dolorose, che colpisce una elevata percentuale di persone dopo i 40 anni( secondo la OMS il 100% dei soggetti oltre i 40 anni ha in bocca almeno un sito parodontalmente compromesso), anche se esistono forme ad insorgenza più precoce.

Fino a qualche decennio addietro porre la diagnosi di “piorrea” era spesso sinonimo di condanna per uno o più denti del paziente: infatti non era conosciuta la causa della malattia, non si avevano quindi terapie mirate e causali per la cura, e soprattutto la prognosi di una dentatura colpita da questa malattia era sempre infausta.

La situazione è oggi radicalmente cambiata: è perfettamente conosciuta la causa, esistono terapie causali mirate e la prognosi spesso non è infausta.

CAUSE

Innanzitutto il termine “piorrea” indica solo un sintomo( letteralmente “fuoriuscita di pus”), ma oggi, in era antibiotica, anche questo sintomo è ormai molto raro.

Come la maggior parte delle persone sa, la bocca è un ambiente dove vivono abitualmente miliardi di batteri che non provocano danni particolari, ma vivono in simbiosi con le strutture del cavo orale; la malattia inizia allorquando, principalmente a causa di una non corretta tecnica di igiene orale associata ad una predisposizione individuale,i batteri(aerobi, cioè che richiedono presenza di ossigeno per vivere) penetrano sotto il solco gengivale che delimita i denti: a questo punto le famiglie batteriche cambiano genere, poiché la disponibilità di ossigeno si riduce, e prevalgono batteri che vivono solo in assenza di ossigeno:questi microrganismi( anaerobi) sono assai più dannosi dei primi: il primo sintomo soggettivo è allora un sanguinamento più o meno profuso delle gengive durante lo spazzolamento (ma non tutte le gengive che sanguinano nascondono una paradentite!), con alitosi e fastidi più o meno passeggeri al dente interessato (sensazione di corpo estraneo tra un dente e l’altro, sensazione di tensione gengivale): se la placca sottogengivale non viene rimossa per qualche settimana,inizia a calcificarsi grazie alla azione di altri batteri che sono in grado di fissare il calcio, e si forma il tartaro: successivamente può iniziare una progressiva distruzione del legamento parodontale, cioè di quelle fibre che uniscono strettamente la radice all’osso, con formazione di tasche gengivali e distruzione del legamento parodontale e dell’osso di sostegno.

Successivamente iniziano ascessi gengivali più o meno intensi, con dolore e sensazione d’allungamento del dente : in fase avanzata il dente si muove, è dolente alla masticazione e può addirittura cadere spontaneamente.

Caratteristica di questa malattia è l’inizio molto subdolo, spesso quasi asintomatico, e l’evoluzione lenta ma progressivamente inesorabile, se non trattata : a volte peraltro l’evoluzione è rapidissima e nel giro di pochi anni una bocca può essere pesantemente colpita.

Fortunatamente non sempre la presenza di sanguinamento significa necessariamente la presenza di paradentite: esiste una predisposizione familiare(genetica) ad ammalarsi di paradentite; il fumo è un fattore di rischio ormai ampiamente accertato,( riduce la irrorazione sanguigna periferica, quindi arriva meno sangue ai tessuti orali che quindi non sono in grado di difendersi) .

MA DEVE ESSERE ASSOLUTAMENTE CHIARO CHE IL FATTORE DI RISCHIO PRINCIPALE E’ SEMPRE E COMUNQUE UNA IGIENE DOMICILIARE NON CORRETTAMENTE ESEGUITA

TERAPIA

Dopo questi brevi cenni, è evidente che la lotta contro la paradentite si basa una volta di più sulla prevenzione e su un’igiene domiciliare scrupolosissima, per ridurre la carica batterica della placca; fortunatamente, rispetto a pochi anni fa, sono stati fatti passi da gigante nella cura della malattia stessa, quindi nella maggior parte dei casi è possibile intervenire con un buon margine di successo, purché la diagnosi sia tempestiva e la collaborazione del paziente sotto il profilo igienico sia totale ed assoluta: la probabilità di guarigione diminuisce tanto più si aspetta a sottoporsi al necessario trattamento, poiché i batteri causa della malattia continuano a lavorare anche in assenza di sintomi particolari. Caratteristica della malattia è infatti quella di presentarsi a “pousses”, cioè con fasi di relativo benessere intervallate da periodi di acutizzazione(dolore, gonfiore, sanguinamento + accentuato) e di essere “sito specifica”, cioè di non colpire necessariamente tutti i denti della bocca e in modo non uniforme. Sottolineiamo ancora una volta che parlare di denti colpiti è improprio: in realtà nella paradentite sono colpiti i tessuti di sostegno del dente, mentre il dente in sè non presenta alcun problema.
La terapia si basa innanzitutto su una corretta diagnosi, sulla necessità di verificare e se necessario modificare anche radicalmente le proprie abitudini di igiene domiciliare: ovviamente inizia con una o più sedute di igiene professionale dal dentista, seguite da controlli ravvicinati per valutare il grado di collaborazione domiciliare del paziente: questa prima fase può essere sufficiente a raddrizzare una situazione potenzialmente dannosa, naturalmente a patto che il paziente continui PER TUTTA LA VITA a mantenere una igiene orale domiciliare scrupolosissima; nel caso invece che i danni prodotti siano più avanzati con perdita di parecchi millimetri di osso di sostegno, è necessario valutare caso per caso se ricorrere ad una terapia mirata, medica o chirurgica, con innesto di materiali sostitutivi o integrativi dell’osso perso.

E’ sottinteso che anche qualsiasi manufatto odontoiatrico in bocca( ponti ,corone, semplici otturazioni)non correttamente eseguito può aumentare la ritenzione di placca e quindi portare ad una gengivite.

In conclusione possiamo tranquillamente affermare che compito di un bravo medico è quello di guarire il paziente, dandogli però anche gli strumenti di conoscenza necessari per mantenere in salute la propria bocca: ed in questo caso gli strumenti più importanti per il mantenimento sono la vostra motivazione,le vostre mani ed il vostro spazzolino!!

 

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