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Il Presidente |
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La
lettera del Presidente Sono anni che la nostra professione viene attaccata da ogni parte con la prospettiva di adempimenti insormontabili ed assoggettamenti di ogni genere. Ma nonostante tutto riusciamo ancora, anche se con grande fatica, ad andare avanti provvedendo alla saluta dentale di tutta la popolazione. L’Associazione ha dimostrato una straordinaria capacità di adattamento nel progredire rispondendo alle esigenze dei soci e della professione. Infatti, come Presidente di una sezione grande con più di 500 soci, mi trovo quotidianamente a rassicurare gli iscritti sul fatto che ogni problema viene costantemente monitorato con il preciso intento di affrontarlo e risolverlo. Essere dentista, non significa fornire terapie “salva vita”, ma molto spesso prestazioni legate alla salute orale e anche, o solo, legate all’estetica. Siamo quindi una categoria medica “a parte” sulla quale il servizio sanitario nazionale, malato cronico, vorrebbe intervenire senza sapere come, con quali fondi e con quali mezzi. Stesso discorso vale per quelle strutture, con forte potere economico (fondi, assicurazioni, mutue aziendali ecc..) che vorrebbero fornire ai soli assistiti prestazioni di buona qualità, in strutture perfette, con professionisti preparatissimi, a basso costo, con alti utili per loro e senza nessun "rischio d'impresa". C’è da considerare poi la continua pubblicità, fornita da società non mediche, che stimola e attira i pazienti, col pretesto di cure “basso prezzo”, per cure odontoiatriche all’estero. E spesso i pazienti, attirati dai prezzi bassi, e, ignari di tutto, si lasciano convincere. Nel tempo ci sono state altre occasioni simili, che poi si sono esaurite. Nel frattempo i pazienti si sono trovati con lesioni enormi oppure hanno speso soldi e perduto tutti i denti. Consideriamo pure la continua diffamazione che, quotidianamente, ci colpisce. C’è qualcosa che non va, ci deve essere qualcuno che ci rimette e NON POSSIAMO ESSERE NOI. La riduzione dei costi altera necessariamente la prestazione che non potrà più possedere quelle caratteristiche di attenzione proprie di una prestazione medica intellettuale di qualità. Il prossimo futuro ci vede coinvolti nel sistema degli accreditamenti, dei convenzionamenti, dei requisiti strutturali, della formazione medica continua, della verifica e revisione della qualità della prestazione, non dimenticando mai la lotta all’abusivismo e prestanomismo e alle società illecite ed a tante altre problematiche che non possiamo elencare tutte per esteso. Per affrontare ciò dobbiamo impegnarci ad allargare sempre di più lo spazio a nostra disposizione nell’Ordine, senza aver perso ancora le ultime speranze di riuscire ad ottenere quello autonomo per gli odontoiatri. Non mi sembra il caso di continuare in questa sede. Avremo modo di approfondire questi problemi nei numerosi incontri che verranno realizzati nel corso dell’anno per informare e tranquillizzare tutti i soci. Piergiorgio Pasotti |
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ANDIBRESCIA
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